Modalità di preparazione agli esami

Prima di effettuare qualsiasi prelievo del sangue è importante porre attenzione ad alcune piccole ma importanti regole affinché l’analisi del sangue sia il più possibile corretta.

Fattori come il digiuno, la dieta, l’assunzione di farmaci, l’esercizio fisico, la postura del fisico, possono in misura diversa influenzare la buona riuscita dell’analisi.

Si rende opportuno quindi convalidare alcuni semplici consigli per semplificare e facilitare l’operazione del prelievo e delle analisi.

  • Digiuno: Vi è accordo unanime sull’opportunità che il paziente si presenti al prelievo a digiuno da almeno 8 – 12 ore. In questo periodo possono essere assunte solo modiche quantità di acqua e devono essere assolutamente escluse bevande zuccherate, alcolici, caffè, fumo. Queste sostanze infatti possono rendere inaccurate o addirittura impossibile le quasi totalità delle determinazioni ematochimiche.
  • Dieta: Nei giorni che precedono il prelievo la dieta dovrebbe essere quanto più possibile abituale, evitando brusche variazioni dell’apporto calorico sia in eccesso che in difetto. In seguito alla riduzione drastica dell’apporto calorico (300/600 calorie/die), infatti, si è riscontrata una diminuzione del volume plasmatico del 30%. Questa alterazione induce rapidi cambiamenti nel sangue che le analisi rivelano. La dieta deve essere abituale anche qualitativamente ovvero con un apporto di carboidrati, proteine e grassi che segua la normale dieta personale.
  • Farmaci: Esistono numerosi studi riguardanti l’effetto dei farmaci sui test di laboratorio. Le interferenze possono manifestarsi direttamente o indirettamente a livello analitico. Nel primo caso esse non sono sempre e completamente prevedibili nella loro entità per un’ampia serie di variabili individuali che determinano l’assorbimento, il metabolismo e l’eliminazione del farmaco. Non di tutti i farmaci in commercio sono sufficientemente noti gli effetti collaterali, né vengono analizzate ed indicate le eventuali interferenze a livello analitico. La più corretta preparazione del paziente agli esami ematochimici dovrebbe prevedere la mancanza assoluta e più prolungata possibile di qualsiasi trattamento farmacologico. Questa norma deve essere rispettata senza eccezioni in caso di screening o di profili metabolici in persone sane e in soggetti asintomatici.
  • Esercizio fisico: Le variazioni delle attività enzimatiche e di alcuni analiti provenienti dalla muscolatura scheletrica in seguito all’esercizio fisico intensivo e protratto sono fenomeni attesi ed in genere da evitarsi immediatamente prima del prelievo o nelle 8 – 12 ore che lo precedono. Questa norma deve essere assolutamente osservata in caso di analisi delle urine per la determinazione della clearance della creatinina.
  • Postura: Nel passaggio dalla posizione supina a quella eretta si modificano il volume plasmatico, la concentrazione degli elementi figurati del sangue e di alcuni analiti quali ad esempio il calcio (3,43%), il magnesio, il fosforo, la bilirubina, le proteine totali, il ferro (10,93%), i trigliceridi (18,5%), il colesterolo, l’LDL (34%) e le transaminasi (34%). La risposta individuale ai cambi posturali è assai variabile, probabilmente in rapporto al volume della massa plasmatica, al tasso proteico totale, alle situazioni attuali del tono vascolare e della entità della risposta endocrina. I dati riferiti suggeriscono l’opportunità che la preparazione del paziente prima del prelievo venga quanto più possibile standardizzata al fine di rendere possibile il corretto confronto fra i dati relativi di un paziente ricoverato (verosimilmente ottenuti da prelievi in posizione supina) e quelli relativi allo stesso paziente, ma ambulatoriale, con prelievi eseguiti “a sedere”. È stata quindi proposta come raccomandazione la posizione “a sedere” per almeno 15 minuti prima di effettuare i prelievi sia nei pazienti ambulatoriali che nei pazienti ospedalizzati, quando possibile. Nei pazienti mantenuti in tali condizioni (15 minuti a sedere) le variazioni percentuali medie della concentrazione di molti analiti si sono dimostrate intermedie tra quelli che si verificano nel cambio tra le due situazioni posturali estreme (eretta e supina).

ALIMENTAZIONE PRIMA DEL PRELIEVO

Gli esami di laboratorio vanno eseguiti preferibilmente a digiuno per 12 ore. Ciò è obbligatorio per le seguenti indagini:

  • Glicemia
  • Trigliceridi
  • Colesterolo, HDL, LDL
  • Azotemia
  • Uricemia
  • Insulina
  • Vitamina B12
  • Sideremia
  • Acidi biliari

PRELIEVO DI SANGUE VENOSO PER LA GLICEMIA POST-PRANDIALE

Il prelievo, in questo caso, viene effettuato dopo due ore esatte dal pasto: verrà chiesto al paziente di fare un’abbondante colazione in grado di simulare l’apporto calorico di un pranzo in modo da eseguire il prelievo non oltre le 11:00.

PROVA DA CARICO DI GLUCOSIO

Per la prova da carico di glucosio occorre determinare il valore a digiuno della glicemia (il giorno prima della prova) che deve rientrare nei valori massimo fino a 120 mg/dl (se il valore della glicemia è inferiore ai 120 mg/dl, è possibile eseguire la curva il giorno seguente; se invece non rientra nei valori normali non è possibile farla). Nel periodo di preparazione è necessario non sottoporsi a esercizio fisico e a condizioni di stress diverse dal normale. La sera precedente l’esame restare digiuni dopo la cena. Astenersi dal caffè, fumo, alcol anche durante la prova. È possibile bere acqua senza limitazioni. Il giorno della prova, al paziente a digiuno viene somministrata per via orale una sostanza, e vengono fatti più prelievi ad intervalli di tempo standard. Durante la prova il paziente deve rimanere a riposo nel laboratorio.

MODALITA’ DI RACCOLTA DELLE URINE

Per l’esame delle urine è necessario che il paziente consegni una piccola quantità (circa mezzo contenitore sterile per le urine) di urina raccolta in occasione della prima minzione, dopo aver scartato la prima parte. L’urina deve essere raccolta in appositi contenitori sterili. Nelle donne si consiglia di attendere almeno tre giorni dalla fine del ciclo mestruale.

* Per le urine da catetere a permanenza: Clampare il catetere con una pinza, al di sotto del raccordo con la sacca, per almeno un’ora; Disinfettare un tratto del catetere, appena al di sotto della giunzione con il tubo di raccordo, oppure, se il catetere ne è provvisto, disinfettare l’apposito dispositivo per la raccolta dei campioni; Aspirare con siringa sterile circa 10 ml di urina ed immetterli nell’apposito contenitore; Non raccogliere l’urina dalla sacca o sconnettendo il catetere.

** Per le urine da cateterizzazione vescicale: Raccogliere l’urina direttamente nel contenitore sterile; Data la frequenza di infezioni delle vie urinarie, conseguenti a questa pratica, il suo impiego andrebbe limitato a casi molto particolari (es. impossibilità di evitare la contaminazione del campione mediante altre tecniche di raccolta, pazienti incapaci di collaborare, problemi di valutazione di basse cariche microbiche);

URINOCOLTURA

Per l’urinocoltura è necessario procedere ad una accurata pulizia dei genitali esterni (lavarsi con acqua e sapone e sciacquare con abbondante acqua). Va scartata la prima parte dell’urina emessa al mattino; la successiva urina va raccolta direttamente nell’apposito contenitore sterile. Il contenitore va aperto solo al momento della raccolta e rapidamente chiuso.

Nei bambini le urine verranno raccolte in apposite sacchetti di plastica adesivi sterili che vanno applicati facendo aderire alla regione pubica dove vanno lasciati per non più di 40/50 minuti. Se la minzione non è avvenuta in questo tempo, il sacchetto va sostituito con uno sterile dopo aver provveduto al lavaggio dei genitali esterni. Una volta raccolta l’urina, si richiude accuratamente il sacchetto e si invia subito in laboratorio.

*Terapie antibiotiche e chemioterapiche possono interferire sull’esito dell’esame e vanno segnalate al laboratorio. Eseguire l’urinocoltura dopo almeno 7-10 giorni dal termine di terapie antibiotiche in corso, previo consenso del medico curante e salvo sue diverse indicazioni.

MODALITA’ DI RACCOLTA DELLE URINE DURANTE LE 24 ORE

Utilizzare un contenitore di plastica da 2 litri per la raccolta. Iniziare la raccolta al mattino dopo aver svuotato la vescica (quindi la prima urina del mattino in cui si comincia la raccolta si scarta); da questo momento in poi raccogliere tutte le minzioni successive. Continuare la raccolta durante l’intera giornata e la notte (qualora capitasse). Non perdere parte dell’urina emessa. Terminare il mattino successivo, raccogliendo per ultimo l’urina emessa alla stessa ora del giorno precedente. Una volta completata la raccolta, assicurarsi che il contenitore sia chiuso molto bene e contrassegnare il contenitore con i dati identificativi del paziente, la quantità raccolta, peso e altezza.

*Per la ricerca della calciuria e della fosfaturia è indispensabile acidificare le urine delle 24 ore aggiungendo 10ml di HCL 3M.

**Questa modalità di raccolta è necessaria per esami come proteinuria, clearance della creatinina, microalbuminuria, idrossiprolinuria, clearance dell’urea, sodio urinario, potassio urinario, cloro urinario, calcio urinario, magnesio urinario, azoturia, amilasuria, glicosuria, cortisolo urinario, uricuria, proteinuria di Bence-Jones, dosaggio urinario catene κ (kappa) e λ (lambda).

TEST DI GRAVIDANZA SULLE URINE

Consente una diagnosi attendibile circa 7 giorni dopo la data della mancata mestruazione (in rapporto alla concentrazione di gonadotropine corioniche che iniziano ad essere presenti dopo il concepimento). Raccogliere in un contenitore monouso sterile le prime urine del mattino.

CATECOLAMMINE URINARIE (Adrenalina e Noradrenalina)

La raccolta del campione di urine delle 24h prevede l’acidificazione delle urine stesse. L’acidificazione viene effettuata versando nel recipiente, prima di iniziare la raccolta, circa 5 ml di HCl 5 m per ogni litro di urina (4 cucchiai di acido muriatico del commercio). Prelevare un’aliquota di circa 10 ml di urina delle 24h acidificata con l’indicazione della diuresi totale ed inviare in apposito contenitore di trasporto. Risposta dopo 24 h.

17-CHETOSTEROIDI (Urine)

La raccolta del campione di urine delle 24h prevede l’acidificazione delle urine stesse. L’acidificazione viene effettuata versando nel recipiente, prima di iniziare la raccolta, circa 5 ml di HCl 5 M per ogni litro di urina (4 cucchiai di acido muriatico del commercio). Prelevare un’aliquota di circa 10 ml di urina delle 24h acidificata con l’indicazione della diuresi totale ed inviare in laboratorio in un apposito contenitore di trasporto.

ACIDO URICO (Urinario)

Raccogliere tutte le urine della giornata e della notte nel seguente modo:

  • Eliminare le urine della prima minzione del mattino e segnare l’ora (esempio ore 7:00);
  • Sul fondo del contenitore di raccolta delle urine porre 3 cucchiai da tavola colmi di bicarbonato di sodio e aggiungere le urine emesse nella giornata e nella notte mescolando accuratamente dopo ogni aggiunta;
  • Il mattino successivo terminare la raccolta con le urine emesse alla stessa ora del giorno precedente (esempio ore 7:00) nello stesso contenitore;
  • Al termine della raccolta mescolare accuratamente e misurare il volume totale delle urine raccolte e portarne un campione al laboratorio. Se non è possibile misurarne il volume, portare tutte le urine raccolte al laboratorio.

* Le urine devono essere conservate in un luogo fresco durante il periodo della raccolta.

MODALITÀ DI RACCOLTA DEL LIQUIDO SEMINALE (Spermiocoltura e Spermiogramma)

Per effettuare un corretto esame del liquido seminale occorrono dai tre ai cinque giorni di astinenza, e si prosegue con il prelievo del materiale biologico in un contenitore sterile. Fare attenzione a raccogliere tutto il liquido seminale in quanto la perdita di una piccola quantità iniziale o finale può pregiudicare il test anche in maniera notevole. Consegnare il campione al laboratorio entro 30 minuti.

* Eseguire l’esame colturale dopo almeno 7-10 giorni dal termine di terapie antibiotiche in corso, previo consenso del medico curante e salvo indicazioni differenti

MODALITÀ DI RACCOLTA DELLE FECI

Per l’esame delle feci completo, per la coprocoltura, ricerca di sangue occulto e per la ricerca di parassiti, è necessario raccogliere le feci in appositi contenitori sterili. È consigliabile raccogliere un campione del primo mattino, ma qualora ciò non fosse possibile, è possibile consegnare feci del giorno prima conservate in frigorifero. (Nel caso in cui bisogna effettuare l’esame su 3 campioni differenti allora bisogna recarsi in laboratorio 3 giorni differenti portando un campione alla volta).

Nel caso della coprocoltura, il materiale ottimale per le ricerche microbiologiche sono le feci diarroiche cioè quelle emesse dal paziente durante la fase acuta della malattia. Il tampone rettale non è in generale un materiale accettabile per le colture, se non nel caso di bambini molto piccoli o di pazienti non collaboranti; è preferibile contattare il laboratorio prima di inviare un tampone. Il materiale fecale, inoltre, deve essere raccolto evitando la contaminazione con urina. Terapie antibiotiche e chemioterapiche possono influire sull’esito dell’esame e vanno segnalate in accettazione. Eseguire l’esame colturale delle feci dopo almeno 7-10 giorni dal termine di terapie antibiotiche in corso, previo consenso del medico curante e salvo sue diverse indicazioni. E’ consigliabile effettuare la raccolta il giorno stesso della consegna del campione. In caso di consegna tardiva è necessario conservarlo in frigorifero a 2-8°C al massimo per 24 ore.

Nel caso della ricerca di sangue occulto, per evitare falsi positivi, nei giorni precedenti l’esame è bene astenersi dal consumo di carni rosse crude o semicrude e salumi di ogni genere, pesce con le spine, uova e pomodori. Evitare fonti particolarmente ricche di vitamina C (alimenti, farmaci ed integratori), gli alcolici ed i medicinali antinfiammatori tipo Aspirina (che potrebbero danneggiare la mucosa dello stomaco, con conseguente fuoriuscita di sangue). È inoltre importante spazzolare i denti con delicatezza, per evitare di provocare emorragie gengivali, e seguire un’alimentazione il più possibile ricca di fibra alimentare.

Per la ricerca di parassiti e loro uova nelle feci, il campione da esaminare deve essere consegnato al laboratorio al massimo entro 2-3 ore dall’emissione. Per eseguire correttamente l’esame è necessaria una quantità di feci pari ad una noce. Per la ricerca di ossiuri, oltre ad un campione di feci è necessario eseguire uno “Scotch Test”, in cui si tocca con lo scotch la cute anale per raccogliere le uova (per 10 minuti circa), poi si incolla lo scotch su un vetrino (reperibile presso il laboratorio) che viene infine esaminato al microscopio. Lo scotch permette di catturare le uova e/o le larve facendole aderire alla sua superficie gommosa, poiché gli ossiuri migrano di notte sino all’apertura anale dove depongono le uova.

*Il campione deve essere raccolto dai genitori al risveglio, prima di lavare il bambino, e va poi consegnato al laboratorio in una busta di plastica o in un contenitore idoneo. Prestare molta attenzione durante la raccolta del campione, poiché le uova sono appiccicose e molto infettive. E’ consigliato l’uso di guanti protettivi.

**Per gli esami sulle feci è necessario acquistare in farmacia il contenitore sterile fornito di cucchiaino di raccolta fissato sulla parte interna del tappo a vite.

*** NON E’ NECESSARIO RIEMPIRE IL CONTENITORE FINO ALL’ORLO

CALPROTECTINA FECALE

Le feci devono essere raccolte con il cucchiaino normalmente presente nei comuni contenitori in commercio in quantità pari ad una noce. In caso di consegna tardiva al laboratorio, il campione può essere conservato in un luogo fresco (2-8 °C) per un massimo di 48 ore. Per conservazioni maggiori alle 48 ore congelare il campione a -20 °C.

HELICOBACTER PYLORI (HP)

L’Helicobacter Pylori (HP) è un batterio che si annida nello stomaco irritandone la parete e che viene considerato la principale causa della gastrite, dell’ulcera duodenale e/o gastrica e del tumore allo stomaco. Le analisi di laboratorio in grado di evitare l’indagine invasiva della gastroscopia e di diagnosticare in modo certo la presenza nello stomaco dell’HP sono:

  • Un prelievo di sangue per la ricerca della presenza di anticorpi contro l’Helicobacter Pylori;
  • Il Breath test, o test del respiro;
  • La ricerca nelle feci della presenza di antigeni dell’Helicobacter Pylori. La ricerca nelle feci è il metodo più sensibile per determinare la presenza del batterio, perché viene eseguita nel laboratorio con metodi di biologia molecolare che danno anche una indicazione al medico su quale terapia adottare.

La ricerca dell’Helicobacter Pylori consente di diagnosticare la presenza nello stomaco di questo batterio a fronte di disturbi come acidità, difficoltà nella digestione, bruciori di stomaco.

Come si fa:

  • La ricerca di anticorpi contro l’Helicobacter Pylori nel sangue è un sem­plice prelievo per eseguire il quale non è necessario il digiuno;
  • Il test del respiro (Breath test) è un test indolore eseguito soffiando in una provetta. Successivamente la persona viene invitata a bere un bic­chiere che contiene urea, una sostanza particolare che interagisce nello sto­maco con il batterio, se presente. Dopo mezz’ora, la persona deve sof­fiare ancora in un’altra provetta e, se sono presenti residui di anidride carbonica miscelata, significa che il batterio si annida nello stomaco, altrimenti non si è contratta l’infezione. Per il test del respiro è necessario presentarsi a digiuno da almeno quattro ore e lontano dall’assunzione di alcolici che potrebbero falsare il risultato;
  • La ricerca di Helicobacter Pylori nelle feci viene eseguita dal laboratorio consegnando un campione di feci prelevato. Il contenitore può essere ritirato direttamente dal laboratorio in cui si decide di eseguire l’analisi oppure acquistato in qualsiasi farmacia. L’assunzione di farmaci non pregiudica il risultato di nessuna di queste analisi.

TAMPONE FARINGEO

Non praticare gargarismi o sciacqui del cavo orale, con soluzioni particolari ma solo con acqua, prima di recarsi in laboratorio per eseguire l’esame.

*E’ fondamentale che al momento dell’effettuazione del tampone il paziente non abbia assunto antibiotici da almeno una settimana.

TAMPONE VAGINALE E URETRALE

E’ opportuno che la/il paziente provveda ad un’accurata igiene intima della parte interessata prima dell’effettuazione del tampone.

Modalità di prelievo:

  • Astenersi da rapporti sessuali nelle 24 ore precedenti l’esame;
  • Sospendere ogni terapia antimicrobica e antimicotica almeno 7-10 giorni prima del prelievo;
  • Utilizzare solo detergenti blandi nei sei giorni precedenti l’esame, evitare l’uso di lavande vaginali, di ovuli, di saponi specifici per l’igiene intima;
  • Non eseguire irrigazioni vaginali nelle 24 ore precedenti l’esame;
  • Le perdite ematiche del periodo mestruale devono essere terminate da almeno 3 giorni;
  • Per età inferiore ai 12 anni, la mattina dell’esame lavare i genitali solo con acqua;
  • Il materiale prelevato con tampone ed inserito nel terreno di trasporto può esser conservato a temperatura ambiente per 24 ore.

TAMPONE AURICOLARE

La diagnosi eziologica di otite media batterica si ottiene su materiale proveniente dall’orecchio medio, in seguito a timpanocentesi o perforazione spontanea della membrana del timpano. Eccetto quest’ultimo caso il tampone auricolare non permette la diagnosi di otite media batterica e può dare indicazioni fuorvianti. Il tampone auricolare è utile anche nella diagnosi dell’otite esterna con manifestazioni acuta localizzata o acuta diffusa con edema ed iperemia della cute dell’orecchio esterno. Il giorno dell’esame il paziente non deve aver pulito in alcun modo il condotto auricolare e non deve aver fatto uso di gocce endoauricolari almeno dalla sera prima. Eseguire l’esame colturale dopo almeno 7-10 giorni dal termine di terapie antibiotiche in corso, previo consenso del medico curante e salvo sue diverse indicazioni.

TAMPONE NASALE

Per eseguire l’esame è necessario non aver inalato spray o gocce di alcun tipo. Evitare di usare detergenti per lavare il viso. Eseguire l’esame colturale dopo almeno 7-10 giorni dal termine di terapie antibiotiche in corso, previo consenso del medico curante e salvo sue diverse indicazioni.

TAMPONE OCULARE

Per eseguire l’esame è necessario non avere utilizzato gocce e colliri di alcun tipo. Evitare di usare detergenti per lavare il viso. Eseguire l’esame colturale dopo almeno 7-10 giorni dal termine di terapie antibiotiche in corso, previo consenso del medico curante e salvo sue diverse indicazioni.

TAMPONE CUTANEO

Non disinfettare la cute e non applicare pomate prima del prelievo. Sospendere ogni terapia antimicrobica e antimicotica almeno 7-10 giorni prima del prelievo.

TAMPONE UNGUEALE

È bene lavare con cura e con un sapone neutro la zona da analizzare, ed eliminare smalti, gel o ricostruzioni almeno dieci giorni prima dell’esame.

COLTURA ESPETTORATO

L’espettorato può non essere il materiale di scelta per determinare l’agente eziologico di polmonite batterica. Emocolture e Lavaggio bronco alveolare sono campioni che permettono maggiore accuratezza diagnostica. Le secrezioni che provengono dalle basse vie aeree di pazienti infetti, sono soggette a valutazione di idoneità. La presenza di numerosi leucociti in assenza di cellule epiteliali garantisce un campione rappresentativo e adeguato alla coltura. La presenza di cellule epiteliali rappresenta una macroscopica contaminazione del campione da parte di flora di origine orofaringea.

Un’ attenta informazione del paziente sulla modalità di raccolta del campione riduce notevolmente il numero dei campioni non idonei. E’ preferibile effettuare la raccolta del campione al mattino al risveglio, mentre NON sono accettabili campioni raccolti a più riprese.

Acquistare in farmacia il contenitore per la raccolta. Il giorno prima della raccolta evitare l’uso di colluttori orali.

Raccogliere il campione secondo il seguente procedimento al mattino e a digiuno:

  • Sciacquare accuratamente il cavo orale con alcuni gargarismi effettuati con acqua;
  • Eseguire una espettorazione profonda raccogliendo l’espettorato direttamente nel contenitore facendo attenzione a non toccare il contenitore con le mani nelle parti interne; l’espettorato deve provenire dalle basse vie aeree e don deve essere contaminato da saliva;
  • Chiudere il contenitore immediatamente;
  • Consegnare il campione in laboratorio il più presto possibile (entro 2 ore);
  • Il campione una volta raccolto va consegnato immediatamente perché molti agenti di infezioni respiratorie, soprattutto lo pneumococco, gli emofili e le legionelle sono estremamente labili;
  • Controllare che l’espettorato non sia costituito da saliva, in tal caso ripetere l’operazione; la contaminazione dell’espettorato con la flora commensale orofaringea inficia spesso il risultato dell’esame.

Ai soggetti incapaci di raccogliere l’espettorato per incapacità del riflesso della tosse o per secrezione bronchiale scarsa si consiglia di eseguire un aerosol con cloruro di sodio al 10% ed acqua distillata.

In caso di consegna tardiva il materiale biologico deve essere conservato a 2-8 °C per al massimo per 2 ore. Attese superiori alle due ore possono rendere non attendibili i risultati dell’esame colturale.

ACIDO VANILMANDELICO

La raccolta del campione di urine delle 24h prevede l’acidificazione delle urine stesse. L’acidificazione viene effettuata versando nel recipiente, prima di iniziare la raccolta, circa 5 ml di HCl 5 m per ogni litro di urina (4 cucchiai di acido muriatico del commercio). Prelevare un’aliquota di circa 10 ml di urina delle 24h acidificata, con l’indicazione della diuresi totale ed inviare in apposito contenitore di trasporto. Risposta dopo 24h a partire dalle 48h precedenti l’inizio e per tutto il tempo di raccolta delle urine è necessario osservare una dieta priva dei seguenti alimenti: avocado, banane, kiwi, frutta secca, caffè, tè, cioccolato. Durante questo periodo si consiglia, previa consultazione del medico, di evitare l’assunzione di farmaci, in caso contrario, è opportuno comunicare il nome dei farmaci assunti al momento dell’esame.

WAALER ROSE

Il Reuma test, la Reazione di Waaler Rose e la presenza di anticorpi anti-CCP, cioè anti-citrullina, sono analisi di laboratorio consigliate dal medico per osservare se la persona soffre di artrite reumatoide, una malattia dege­nerativa cronica e progressiva che interessa soprattutto le articolazioni, provocando serie difficoltà di movimento e deformazioni.

Il Reuma test è un esame di screening per vedere se la persona soffre di una malattia autoimmune. Se questo esame è alterato, generalmente si tratta di artrite reumatoide, la più diffusa. Sono frequenti, però, le alterazioni di questa analisi anche se si soffre di altri tipi di malattie autoimmuni come il “lupus eritematoso” (una malattia che oltre a una alterazione alle articolazioni provoca uno sfogo cutaneo tale da far apparire la sua testa simile a quella di un lupo) e quant’altro. Per avere la certezza che si tratti di artrite reumatoide, quindi, è consigliabile eseguire la Reazione di Waaler Rose come approfondimento e conferma. Fino ad oggi, queste erano le analisi a disposizione del medico per evidenziare la presenza della malattia, analisi che si basavano sulla presenza del sangue del cosiddetto “fattore reumatoide”. La sua specificità, però, è scarsa perché la sua positività (cioè la sua presenza) si può riscontrare in molte malattie reumatiche ed infettive e persino nel 3-5 per cento delle persone sane. Grazie all’analisi degli anticorpi anti-CCP (anti-citrullina), invece, si è in grado di diagnosticare l’artrite reumatoide in modo specifico e di selezionare le persone, che ne soffrono addirittura quando non si sono ancora sviluppate lesioni articolari. Si tratta di semplici prelievi del sangue. Per l’esecuzione di queste analisi è consigliabile il digiuno dalla sera precedente il prelievo. Se si stanno assumendo alcuni medicinali come il cortisone o quelli chiamati immunosoppressivi, è necessario avvisare il medico perché questi riducono la produzio­ne degli anticorpi che si vanno a ricercare, falsando, così, la diagnosi (a meno che le analisi si stiano eseguendo proprio per monitorare la cura e verificare che i medicinali siano effettivamente efficaci).

 

Se, tra le raccomandazioni qui riportate, esistessero ancora dei punti da chiarire, sarà opportuno rivolgersi al proprio Medico curante o al Laboratorio.